Il dáimon per Socrate era la voce interiore che ci parla quando tutte le altre tacciono...
  Inoltre, chiamava maieutica l'arte di tirar fuori all'allievo pensieri assolutamente personali, al contrario di quanti volevano imporre le proprie vedute agli altri.

  Oggi invece si tende comunemente a confondere il significato del termine "psicoterapia" con quello di "normalizzazione", adattamento più o meno coattivo agli standard sociali.

  Secondo l'ottica da me adottata, invece, l'obiettivo di qualsiasi lavoro psicologico dovrebbe mirare ad aiutare il soggetto a recuperare la propria individualità e unicità, a ritrovare il proprio "daimon", la propria voce interiore, capace, in ultima istanza di indirizzare le nostre scelte secondo la nostra più intima e vera natura di esseri umani.

  Anche il termine di "psicopatologia", inteso come sofferenza psichica o psicologica, va quindi sottoposto a revisione concettuale, da "malattia" passando attraverso "malattia come soluzione estrema ad una situazione di vita sentita come intollerabile" a "presa di coscienza del proprio esser lontani dalla propria natura".

  Con "cura" quindi intendiamo qui definire il percorso verso un progressivo riappropriarsi del proprio Sé originario, inteso come recupero della propria umanità e spontanea creatività che porta, come conseguenza diretta ad una diminuzione della sofferenza.